Benvenuti a Bibbiano

 Nella culla del Parmigiano Reggiano

Qui nascono le Parmonìe.

Qui si producono ancora oggi.

Da qui proviene il formaggio con cui sono fatte.

Perché Bibbiano è la culla del Parmigiano Reggiano

Bibbiano è osservatorio privilegiato per indagare l’affascinante storia sulle origini del Parmigiano Reggiano.  Non certo perché questo paese vanta la reputazione di “culla del grana” con riferimento a prestigiosi successi imprenditoriali ed a esposizioni dell’Ottocento, ma perché siamo in una zona dove vi è una terra particolare, col conoide formatosi dopo le glaciazioni, idonea per essere coltivata ancor prima della bassa pianura da bonificare.  Su di essa crescono rigogliosi da secoli prati stabili con una valenza ambientale unica.  E’ la terra di Matilde di Canossa, la Grancontessa, che, dopo il mille, ebbe un occhio di riguardo per i monaci benedettini.  Un monastero sorse nel suo castello e allo stesso tempo fece importanti donazioni a quello di Marola. Quest’ultimo aveva i suoi pascoli e le sue vaccherie a Bibbiano.

Nelle praterie di Bibbiano, nel monastero dell’abate maraulense Giovanni, accadde un fatto importante e capace di segnare indelebilmente la storia del Parmigiano Reggiano: era il 1159.  Qui accertiamo la prima – e al momento più antica – citazione sul nuovo formaggio vaccino (“formadio”) che nel tempo diventerà il celebre Parmigiano Reggiano.

 

Siamo in una terra di canali, così importanti per produrre foraggi in maggiore quantità e qualità, ma prima ancora siamo tra alta pianura e collina, dove, nei possedimenti dei duchi, operano anonimi e laboriosissimi agricoltori nel correre delle generazioni. E’ il loro lavoro che completa questo genio ambientale. Siamo nelle Terre di Canossa, nella culla del Parmigiano Reggiano per storia, microclima, suoli, foraggi e tradizione.

Benvenuti a Bibbiano, nella culla del Parmigiano Reggiano, in un luogo dove da mille anni si susseguono le fasi della coltivazione dei prati, dell’allevamento e della trasformazione del latte in formaggio.

Sfruttando queste peculiarità è possibile valorizzare ulteriormente un prodotto tipico (il Parmigiano Reggiano) e, di conseguenza, un territorio.

Consorzio Bibbiano la culla

Una DOP nella DOP

Il Parmigiano Reggiano utilizzato nella produzione di Parmonìe è fornito da uno dei caseifici aderenti al consorzio “Bibbiano la Culla”. Questo consorzio, nato nel 2008, individua caselli appartenenti al comune di Bibbiano, collocati in un territorio fortemente connotato dalla presenza dei prati stabili, con oltre 60 essenze diverse per metro quadro di superficie. Prati generati sul conoide dell’Enza e che usufruiscono delle acque irrigue di questo fiume. Questo marchio è destinato alle 70.000 forme di Parmigiano Reggiano prodotte nel Comune di Bibbiano (il 2,3% della produzione annuale complessiva pari a 3.000.000 di forme di Parmigiano Reggiano) e, di fatto, soddisfa il desiderio di varietà insito nella domanda di consumi alimentari. Nel pieno rispetto della normativa sulla denominazione di origine protetta (DOP), valorizza ulteriormente il prodotto dei caseifìci.

Inoltre “Bibbiano la Culla” è un importante elemento segno di identità per questo territorio dove è tutto il “sistema paese” (Comune, imprese, cittadini) che si fa garante della produzione a Bibbiano del formaggio e dei suoi derivati.